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Il controverso Ddl della riforma Moratti sul reclutamento e le carriere dei professori universitari è legge.
Il Ddl è stato approvato anche dalla Camera dei Deputati, e a nulla hanno potuto, i cortei con decine di migliaia di studenti e ricercatori, né gli scontri tra polizia e manifestanti proprio davanti a Montecitorio, dove era in corso la seduta.
Ecco cosa prevede:
I concorsi, finora banditi dai singoli atenei, diventano nazionali e annuali per evitare eccessivi localismi e favoritismi.
L'idoneità all'insegnamento ha una durata di 4 anni e le singole università chiameranno sulla base della produzione scientifica di ciascuno degli idonei.
Viene introdotta la nuova figura di ricercatore a tempo determinato, con contratto triennale, rinnovabile una sola volta, che consentirà un massiccio ingresso di giovani nel sistema universitario.
(Non è un testo da buttare perché cerca di risolvere i problemi ancora aperti dell'università, cominciando dal reclutamento che per gli addetti ai lavori è importante, abbassando l'età dei giovani docenti attraverso i contratti. "Giorgio Rumi - Corriere della Sera" - L'introduzione di contratti privatistici può togliere potere, a chi vive di privilegi e rendite. Va fermata la proliferazione degli atenei "Daniele Bassi - Avvenire").
L'attuale ruolo di ricercatore andrà in esaurimento nel 2013, ma sono previste riserve e maggiorazioni nell'ambito dei giudizi di idoneità a professore associato, che in pochi anni consentiranno il passaggio di tutti gli attuali ricercatori nella fascia degli associati, una volta superato il giudizio rigoroso e selettivo di idoneità nazionale. A coloro che non intendessero partecipare ai giudizi di idoneità o che non li superassero è comunque attribuito il titolo di professore aggregato, quale riconoscimento dell'importante compito svolto.
E' stata introdotta la possibilità di chiamata diretta, per posti di professore ordinario e associato, di studiosi stranieri o italiani impegnati all'estero che abbiano conseguito un'idoneità accademica di pari livello, così da favorire il "rientro dei cervelli".
Sarà possibile attivare posti di professore «straordinario di durata temporanea, sulla base di convenzioni con imprese o enti esterni, a totale carico dei medesimi»; «convenzioni di ricerca con imprese o enti esterni, che potranno prevedere compensi aggiuntivi a favore dei professori che vi partecipano»; eventuali trattamenti accessorii in aggiunta al trattamento retributivo di base dei professori ordinari e associati, in relazione ai compiti aggiuntivi didattici, di ricerca e gestionali loro affidati.
La conferenza dei Rettori, i professori, e alcune associazioni di ricercatori sono in rivolta, secondo la Moratti, perchè questa, è una legge che tocca dei privilegi, cercando di tutelare gli interessi dei giovani e del paese e non alcuni interessi corporativi, che si fanno sentire da minoranze non silenziose.
( L'eterno no dei docenti, L'Italia è una repubblica fondata sulle corporazioni. Dai giudici ai tassisti, dai professori universitari ai tabaccai tutti difendono quelli che con un'espressione-mostro si chiamano «diritti acquisiti»: Dio me li ha dati guai a chi me li tocca! Una delle regole classiche delle corporazioni è di opporsi sempre: resistere, fare muro."Marco Belpoliti - La Stampa").
La fiducia non ha scippato il Parlamento delle sue funzioni, dato che è più di un anno che si è discusso su questo provvedimento. Si sono avuti centinaia di incontri con tutte le componenti accademiche e con il dibattito parlamentare. Su molti punti non si è mai ricevute delle proposte concrete, e al contrario, sono state accolte, invece, moltissime osservazioni che ci erano state segnalate dal mondo accademico.
(A parole l'establishment universitario si sfoga in convegni e simposi per modernizzare il sistema universitario. Nei fatti, esso ha sempre rifiutato di discutere costruttivamente il principio che i docenti vadano valutati. Il disegno di legge è lungi dall'essere perfetto, e contiene dei veri e propri infortuni, ma la reazione negativa quasi unanime dell'establishment universitario dovrebbe far riflettere su cosa esattamente esso tenti di difendere. Non c'è niente nel disegno di legge che indichi una pauperizzazione(impoverimento) dei nuovi assunti. E' importante non farsi eccesive illusioni: gli effetti saranno comunque limitati, perché la riforma non introduce gli elementi di concorrenza, meritocrazia e differenziazione salariale necessari per farla funzionare. Ma il principio che all'Università si debba essere valutati prima di assumere un incarico vitalizio è sacrosanto "Roberto Perotti - Il Sole24Ore" - Questa riforma non è la panacea né la rivoluzione. Ormai è chiaro che l'università italiana non si cambia più attraverso un solo provvedimento ma introducendo meccanismi di liberazione progressiva del sistema, che inneschino una logica concorrenziale. Delle bozze fin qui circolate, è decisamente la migliore. riforma un sistema concorsuale universalmente ritenuto non più sostenibile; implementa la partecipazione del mondo dell'impresa alla vita delle università. Coloro i quali si sono autonominati rappresentanti della corporazione mettono in atto ogni tipo di ostruzionismo e tattica dilatoria ricorrendo a lobby trasversali. Qualora il tentativo rischi solo di fallire, ecco la minaccia: ricorreremo alla piazza. Il tutto per difendere un potere di veto preventivo, giacché il merito resta sullo sfondo "Gaetano Quagliariello - il Riformista").
Tratto da radioradicale


